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IN PELLEGRINAGGIO DI CONVERSIONE BEATA VERGINE MARIA DI LOURDES

di A.M. Canopi osb

11 febbraio

Celebriamo oggi la memoria della Beata Vergine di Lourdes, da alcuni anni vissuta come giornata di preghiera per tutti i malati. Lourdes è infatti una manifestazione della misericordia di Dio e della sua compassione per l’umanità debole e sofferente. La presenza di Maria quale Madre pietosa che si china sui figli malati nel corpo e nello spirito, ha un ruolo fondamentale. Come alle nozze di Cana, ella è colei che vede le necessità degli uomini ese ne fa carico per presentarle a Gesù, perché egli intervenga con la sua potenza salvifica. Tutti i miracoli di Lourdes sono compiuti dal Signore per intercessione di questa buona Madre che Dio stesso ci ha messo vicino. Con la sua materna premura, in ogni tempo e in molti luoghi, Maria ci fa sperimentare anche sensibilmente la sua presenza, ma sempre per manifestarci la continua presenza di Cristo in mezzo a noi. Dove è Gesù, là c’è anche Maria, che lo precede come l’aurora annunzia il giorno. Maria ci aiuta a riconoscere la gratuità della salvezza che riceviamo da Dio; ci fa comprendere che siamo tutti preziosi ai suoi occhi, nonostante la nostra piccolezza e le nostre miserie. Vedendo Bernardetta, che era veramente povera e “ignorante”, alcuni sono stati a tal punto affascinati dalla sua semplicità e bellezza spirituale da affermare: «E nonostante sia povera, povera come lo era nostro Signore in terra, è su questa ragazza che Maria ha messo gli occhi, preferendola a tante altre ricche, le quali, in questo momento, invidiano la sorte di colei che avrebbero guardato con disprezzo, e invece si reputano felici di poterla abbracciare e di poterle stringere la mano» (LAURENTIN, Bernardetta vi parla, EP, pp. 106-107). Tutte le nostre debolezze e infermità non sono un ostacolo per Dio. Al contrario egli opera su di esse non solo per guarirci e salvarci, ma per renderci a nostra volta strumenti di salvezza; non soltanto per farci oggetto della sua compassione e della sua misericordia, ma per farci diventare, a nostra volta, con la sua grazia, capaci di avere compassione verso gli altri e di sostenerli nelle loro prove. Lourdes ci mostra al vivo la legge della carità. Chi vi è stato in pellegrinaggio, racconta sempre con commozione d’aver visto che gli ammalati fanno a gara per aiutarsi tra di loro, soprattutto nella preghiera. Tanti, recatisi perché portatori di malattia, giunti là, intercedono innanzitutto per gli altri, per tutti coloro che vedono più poveri e afflitti, per l’umanità intera. E questo è forse il più grande miracolo, perché segna il passaggio da una vita attenta a sé ad una vita protesa agli altri. Per provvidenziale volontà di Dio, con le apparizioni di Maria a Lourdes si è aperta per l’umanità sofferente una sorgente di consolazione. Quante persone, tornando dal loro pellegrinaggio, possono testimoniare che si è avverata la promessa fatta da Dio per bocca del Profeta: «Come una madre consola un figlio /così io vi consolerò; / in Gerusalemme sarete consolati. / Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, / le vostre ossa saran rigogliose come erba fresca» (Is 66,13-14)! Ma la vera consolazione è frutto della conversione. La “donna” apparsa a Bernardetta le rivela segreti che riguardano tutti i figli di Dio, tutti gli uomini; le rivela che il divino disegno di salvezza universale passa attraverso la penitenza, la preghiera, la carità, la sofferenza vissuta con amore e generosamente offerta insieme al sacrificio di Cristo. Racconta santa Bernardetta: «Mi comandò di bere alla fontana. Siccome non ne vedevo alcuna, andavo verso il fiume Gave, ma ella mi fece cenno che non parlava del fiume e mi mostrò col dito una fontana. Recatami là, non trovai se non poca acqua fangosa. Accostai la mano, ma non potei prender niente; perciò cominciai a scavare e finalmente potei attingere un po’ d’acqua; la buttai via per tre volte, alla quarta invece potei berla…» (dalla lettera a P: Gondrand, a. 1861). Questi particolari sono molto significativi per la vita spirituale. La Madonna fa scaturire la sorgente dell’acqua benedetta solo dopo che Bernardetta ha scavato a lungo con le mani. Similmente il Signore vuol far scaturire dal nostro cuore, dalla nostra terra arida, una sorgente d’acqua viva che zampilla per la vita eterna. Perché questo avvenga, occorre però che noi ci disponiamo a “scavare” nella nostra coscienza, accettando docilmente la fatica della conversione. Quindi occorre che mettiamo in pratica la sua Parola, che accogliamo con mitezza la divina volontà. Il Signore, infatti, ci chiede di fare un cammino di fede e di riconciliazione per diventare uomini e donne di pace. La fonte d’acqua che sgorga dalla grotta di Lourdes non è dunque soltanto un elemento terapeutico e taumaturgico per le malattie del corpo, ma anche e ancor più un richiamo alla conversione per guarire le malattie dello spirito. Lourdes è un segno della misericordia di Dio, uno dei tanti segni che ci sono dati, affinché arriviamo a credere di più, ad amare di più, a confidare di più nel Signore, a conformarci a Lui nella santità. E la santità consiste nel vivere Cristo , come fece Maria, sua e nostra Madre. San Paolo nella lettera ai Colossesi dice: «La realtà è Cristo» (Col 2,17). Se noi crediamo nel Signore, tutte le situazioni dell’esistenza umana, tutto ciò che accade e che ci circonda è visto in un modo nuovo; la fede ci fa intuire che tutto è preordinato dall’eternità ed è in vista dell’eternità. Allora il nostro giudizio sugli avvenimenti, sulle persone, su noi stessi – anche sulle nostre malattie e infermità, su tutto quello che chiamiamo “limiti” e consideriamo ostacoli – diventa positivo. Andare a Lourdes e scendere nell’acqua della piscina per chi non crede sarebbe ridicolo, ma per chi crede questo gesto è invece segno di umiltà e devozione e dà certamente frutti salutari. Da Lourdes non si torna sempre guariti fisicamente: non è questo ciò che veramente è più necessario; ma se si va a cercare il vero bene, si torna senz’altro guariti e rafforzati spiritualmente, resi più capaci di accettare la sofferenza come una grazia, come un dono di partecipazione alla passione di Cristo per la salvezza di tutti. Consapevoli delle nostre povertà e delle nostre miserie, ci rechiamo oggi spiritualmente a Lourdes, insieme con tutti i nostri fratelli, formando con loro un’unica carovana di malati fiduciosi di ricevere grazia; andiamo a presentare alla Madre di Dio le nostre vere necessità spirituali, perché ciò di cui manchiamo per essere veramente nella gioia – anche se tribolati – è proprio quella più grande fede che porta con sé tutto il corteo delle virtù. Il vero pellegrinaggio della vita è la conversione continua del cuore. Ogni giorno, perciò, decidiamo di intraprendere il “santo viaggio”, sicuri che, per quanto arduo possa essere, Maria, la Madre di Dio e la Madre nostra, è accanto a ciascuno di noi per sostenerci, per incoraggiarci, per rinforzarci, supplendo con la sua preghiera e con la sua materna bontà a tutte le nostre deficienze. Fiduciosi nel suo aiuto, preghiamo dunque con insistenza Dio, Padre misericordioso, perché «soccorra la nostra debolezza, e, per intercessione di Maria, ci faccia risorgere dal peccato alla vita nuova» (cf. Colletta della memoria). Le folle di malati nel corpo o nello spirito che ogni giorno salgono a Lourdes vivono il momento culminante del loro incontro con il mistero della salvezza nella celebrazione della santa Messa e nella solenne Processione con il Santissimo Sacramento. In certo modo si ripete ancora quello che avveniva lungo le vie delle città e per le campagne della Palestina. Ed è proprio lei, Maria, ad aprire la schiera dei poveri; è lei a sospingere tutti verso Colui che è il medico e la medicina. In questi “tristi giorni” nei quali il torbido fiume della corruzione, mescolato al sangue di tanti innocenti, si va sempre più ingrossando fino a minacciare di travolgere tutta l’umanità, unica speranza, unico rifugio di salvezza è proprio Gesù, il Figlio di Dio nato da Maria e da lei continuamente a noi offerto. Tutti i segni di presenza e i messaggi che la Madre in ogni tempo e in vari luoghi fa udire hanno lo scopo di ricondurre i figli smarriti di cuore al Cuore del Figlio che è la Via, la Verità e la Vita. Maria ci sta accanto e ci insegna ad ascoltare Gesù in modo che la sua Parola di vita germogli in noi e vi cresca, sotto l’azione fecondatrice dello Spirito Santo, fino a trasformarci completamente in lui. M. Anna Maria Cànopi osb

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